LA VECCHIA CASA CON LA SCALA A CHIOCCIOLA

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LA VECCHIA CASA CON LA SCALA A CHIOCCIOLA 
(Riflessioni fra passato e presente) 


Quel problema la richiamò in paese.
Vi andò, consapevole dell’assurda realtà che rendeva quasi impossibile una soluzione razionale.

Tutto ai suoi occhi appariva diverso per misura e colore. Anche gli spazi erano cambiati: nuove costruzioni spuntavano fra quelle solite, alterando le immagini dei suoi ricordi.

Non era trascorso molto tempo dall’ultima volta che vi era stata, ma ora quella vista le causava una strana percezione: forse i recenti avvenimenti, incrinando la sua serenità, evidenziavano differenze mai notate prima. Le cose si presentavano sotto una luce non prevista e le persone non erano più quelle che credeva di conoscere. Del passato restavano solo ombre confuse e sformate che parlavano lontane e in modo nuovo, mentre intorno l'aria era fredda e ostile.

Quanto piccola è la frazione di tempo  che può sconvolgere una vita!
Quanto piccola è la frazione di tempo che può mettere in crisi le certezze umane!

Tuttavia, Anna sentiva che un pezzo di quel mondo apparteneva ancora a lei e, viceversa, un pezzo di lei apparteneva ancora a quel mondo. Decise perciò di non lasciar correre. Non era tipo da arrendersi facilmente, non era suo costume voltare le spalle alle difficoltà; al contrario, le prove le davano energia e lei scendeva sempre in campo coraggiosa e leale. Si sarebbe comportata come riteneva opportuno, anche se gli affetti, le emozioni, il ruolo vissuto in passato e le antiche abitudini, la condizionavano fortemente.

La aiutava però il fatto di non essere più, del tutto, quella di un tempo; ormai era il risultato tangibile di situazioni affrontate  e di persone incontrate lungo il suo cammino.
Così come il valore finale di un’espressione algebrica è dato dal risultato di tutte le operazioni effettuate con ordine e secondo schemi precisi, allo stesso modo ogni uomo, donna o bambino che avevano attraversato la sua vita e con cui aveva interagito in qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo, l’avevano plasmata, arricchendo, scavando, piegando o limando i tratti del suo carattere e il suo sapere. Ogni cosa, ogni uomo, donna o bambino incontrati, erano appartenuti alle tante parentesi della vita che le era stata assegnata. Essi si erano sommati al numero racchiuso nel nido delle due prime parentesi tonde, dentro le quali si trovava la famiglia in cui era nata, rendendola la donna di oggi. Il risultato ottenuto era tuttavia provvisorio: altre parentesi tonde, quadre e graffe, in quantità imprecisata, erano infatti pronte ad aggiungersi alle precedenti per fornire infine un valore definitivo.

Si diresse alla vecchia casa.

La scala a chiocciola era ancora lì … avvolta su se stessa … Forse rifletteva sui suoi ricordi … quanti ricordi!!!   

  scala-chiocciola-2-c-1Di tanto in tanto sui gradini di ferro battuto le roselline intagliate dal fabbro erano accompagnate da nuove finestrelle ricamate dalla ruggine: anche da lì filtrava luce attraverso squarci di forma e dimensioni mai uguali. Esse, interrompendo l’armonia del disegno dell’uomo, ne creavano una nuova, nata dalla mano della natura. 
I muri della casa cominciavano a sgretolarsi come i suoi anni … non più corse, riso o capricci di bimbi su e giù per le scale di marmo; non più giochi in terrazza e in cortile; non più pericolose e veloci discese sullo stretto corrimano di ferro della scala a chiocciola, tra il viola – azzurro dei grappoli fioriti del glicine e il verde variegato delle foglie; non più richiami preoccupati di adulti.

Nella mente della donna riemergevano grandi stanze luminose, stanze dalle tinte pastello e dai soffitti fioriti; rispuntavano pesci con stelle marine e conchiglie, sullo sfondo verde – marrone della vegetazione che correva in basso,  lungo le pareti della sala … dal pavimento fino superare di poco la testa  di una piccolissima figura di bimba…
All’istante però, tutto sfumava nella polverosa cortina della fuliggine attuale, nell’incerta penombra delle imposte mal chiuse e deformate, nel solaio pericolante, nelle pareti rovinate e cadenti e nel vuoto assordante.
Scomparsi i volti ora dolci ora severi che l’aiutarono a crescere e a sognare. Spariti quei bimbi divenuti ormai uomini e donne. Non più l’ingenuità e l’istintiva apertura dell’animo ai cari compagni di gioco; non più la spensierata fiducia. Ora solo i pensieri dei “grandi”. Ricordi rivisitati e filtrati da occhi pensanti, da gioie e dolori vissuti, da sogni realizzati e da speranze deluse; animi cresciuti in mondi diversi e non più facilmente leggibili l’un l’altro.

cortile-3-b  Eppure, abbandonata fra la fitta selva degli alti cespugli che avevano invaso il cortile, proibendolo agli altri, e che avevano avvolto l’antico pozzo sino a nasconderlo quasi pietra preziosa, la vecchia casa continuava ad essere bella nel mistero della sua vita solenne e solitaria: quel verde incolto la racchiudeva, mentre il ficus rigoglioso e spontaneo, la custodiva e la proteggeva dalla terrazza, levandosi in alto maestoso e possente; il cielo con pennellate sfumate d’azzurro l’abbracciava dolcemente; la scala fra le due terrazze si era arricchita di merletti; le profonde screpolature sui muri e le finestre sbiadite e pericolanti parlavano dello scorrere del tempo: rughe sul volto degli uomini a testimoniare percorsi di vita, lunghe riflessioni, gravi pensieri, ma anche tanti sorrisi e allegre risate.

Cosa ne sarebbe stato della villa e della vita che vi era stata vissuta? Forse tra poco sarebbero state spazzate via … forse qualcuno se ne sarebbe preso cura … o forse …

La sensibilità e i progetti di chi vi aveva abitato bambino erano diversi, ma sicuramente in tutti continuava a regnare un pizzico di nostalgia e un po’ di affetto per quel luogo che ora ricordava le fiabe, i castelli incantati, i rovi cresciuti per invidia e gelosia di maghe e maghi dispettosi, i sonni profondi delle fanciulle punte dall’arcolaio di una strega e il giovane principe che con il suo bacio le risveglia alla vita, dopo una lunga lotta contro il male.
In mezzo ai rovi dorme la Bella Addormentata; in mezzo al bosco vive l’umanità, l’amicizia e la solidarietà dei nani verso Biancaneve … quella casa avvolta da erbe, fuliggini e pericoli, forse continuava a portare in grembo una nuova lezione di vita, un premio per chi, seppure adulto, avesse avuto voglia di raccogliere la sfida e accettare di crescere ancora dentro di sé (“A vecchia avìa cent’anni e ancora avìa ‘nsignari” – recitava un vecchio proverbio del posto –: “L’anziana (donna) aveva cento anni e ancora doveva imparare”).

 scala-chiocciola-5-f-1  Il vento leggero le sfiorava delicatamente le guance e si spargeva profumato e lieve attraverso le narici in tutti i tessuti del suo corpo, allargandole il respiro; il cielo azzurro sopra la sua testa e dentro i suoi occhi la rapiva e le faceva scalare quei leggeri ciuffi di nuvole … radi e dipanati batuffoli di ovatta bianca che qua e là macchiavano il celeste di trasparenze lattiginose; l’odore del mare vicino le rinnovava il desiderio di correre in spiaggia, attraversare la sabbia bollente e giocare felice dentro l’acqua fresca, fra il moto delle onde, ora impercettibile, ora invece agitato e pauroso.

Abbassò la testa, respirò profondamente e comprese che ora toccava a lei ricordare storie incantate, come un tempo faceva la sua nonna.

“Chi l’avrebbe detto? Chi l’avrebbe immaginato? …”  “Panta rei” le ricordarono i suoi vecchi studi: tutto passa, tutto scorre … com’era vero! …, ma – pensò –   scorrere è trasformarsi e trasformarsi è vivere. “Questa è ficus-4-cvita” – si disse – “La trasformazione è vita. Se io non fossi cambiata, non sarei vissuta, e se non mi stessi trasformando, non starei vivendo. Io cambierò ancora nel corpo e nell'animo, ma continueranno a cambiare anche le cose e le persone intorno a me". Questa riflessione le fece bene e la risvegliò.

Scattata qualche foto ricordo e raccolti i suoi pensieri, considerò la realtà presente, prese per mano la bimba di ieri e la donna di oggi e, determinata, con tanta speranza, si rimise in cammino.

                                 © Antonina Orlando  04 – 01 – 2017

 

 LA VECCHIA CASA CON LA SCALA A CHIOCCIOLA

8 pensieri su “LA VECCHIA CASA CON LA SCALA A CHIOCCIOLA”

  1. Bello iniziare la giornata con una lettura di questo tipo che ti porta a riflessioni e a mondi lontani ma sempre vicini! Letteratura vale quando, chi legge, ritrova qualcosa di sè nella narrazione; io mi son sentita perfettamente allineata, immersa totalmente, in perfetta sintonia. Mi hanno colpito l'attenzione e la descrizione del particolare, che invitano  all'osservazione del microcosmo e conducono all'apprezzamento delle piccole cose della vita; mi sarebbe piaciuto invece, una maggior attenzione al racconto degli eventi! Ma forse questa è solo sana, ma pur sempre curiosità e poi…la fantasia del lettore deve fare la sua parte!

    1. Grazie, Andreina, per l'interesse e per il commento a questo e agli scritti precedenti. Un grazie speciale per aver messo in risalto che la descrizione dei pensieri e delle riflessioni di Anna ha lasciato una certa curiosità … Mantano spera di poter pubblicare in un prossimo capitolo qualcuna delle vicende che qui non hanno avuto posto.

  2. Concordo pienamente. È proprio come essere  presi per mano ed essere proiettati in questo Mondo, fatto di speranza  di presa coscienza di ciò che realmente ed inevitabilmente cambia, col passare del tempo, sia dentro di noi che all'esterno. 

    Da ragazzina mi capitava di pensare a come avrei rivisto, da adulta, la mia casa e terra natia, e devo ammettere che rabbrividivo al pensiero, perché sapevo che le cose sarebbero cambiate. Il cambiamento è inevitabile, per quello fa sempre paura, ma Anna è determinata, forte e saggia! 

     

  3. Molto bello questo racconto, intimo. Ricco di colori, profumi, sensazioni, dettagli. Donato con un linguaggio semplice, che cattura il lettore coinvolgendolo ed avvolgendolo di emozioni.

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