IL KAFENION DI MAKIS

 IL KAFENION DI MAKIS

Delicato racconto di vita greca … semplicità, calda accoglienza, tradizione

Ad Amorgos sull'unica strada che congiunge i capi opposti dell'isola, c'è uno sperduto villaggio di bianche case cicladiche, Arkesini, da Archè, il principio.

Qui ci sono reperti archeologici risalenti al neolitico, e poi, ancora i vari strati che la Storia sa creare, distinguere e al contempo unire sapientemente, in modo misterioso. Solo i più attenti potranno accedere ai suoi arcani.

 

Il cuore del villaggio è la chiesa, un candido cubo sormontato da una cupola azzurra che osa sfidare il colore del  cielo.

Appena più avanti, una tabella appesa sull'uscio di una minuscola abitazione, segnala la presenza del kafenion di Makìs.

Makìs è un arzillo ottuagenario dal viso tondo, con due mustacchi bianchi che sbucano dall'enorme montatura degli occhiali.

Il suo aspetto rispecchia perfettamente lo stile del locale: vetusto, semplice, di nessuna pretesa, ma ordinato, curato e soprattutto accogliente!

Appena entrati, avvertiamo nell'aria, un attimo di sospensione; il nostro ingresso provoca un fermo immagine; il baffuto avventore che stava scherzando con Arghirò, una giovane donna del paese, si blocca; Arghirò da parte sua, seria ma curiosa, ci interroga con lo sguardo e Makìs si avvicina timoroso; sembra che tema di non poter soddisfare le nostre richieste.

Un gioioso Kalimera -buongiorno- e l'ordinazione: "due caffè greci con pochissimo zucchero, per favore" nella lingua locale, rimettono in moto la scena.

L'avventore rivolge di nuovo la sua attenzione ad Arghirò, rincarando la dose della bonaria provocazione, rinvigorito dalla presenza di due spettatori stranieri.

Makìs si ritira al di là di una azzurra parete di legno, dotata di aperture-finestre che a me ricorda l'iconostasi delle chiese ortodosse; si accosta al fornellino dove compie il rito del caffè con maestria ed amore.

Dispone su di un vassoio due tazzine con il caffè bollente e due bicchieri di acqua freschissima; ci serve con devozione e professionalità, pronto a soddisfare ogni nostra richiesta.

Domando se l'acqua sia buona; mi sorride soddisfatto, felice di svelarmi il suo segreto: "Vedi quel monte? E' da lì che quest'acqua scende! Bevi tranquilla!"

Chi ha sperimentato il caffè greco, sa bene che non lo si può affrontare senza cautela; va lasciato decantare perché si raffreddi; occorrono tempo e pazienza.

Ci lasciamo quindi andare ai racconti; il tempo è quasi sospeso e noi stessi ci sentiamo sospesi, avvolti in un'atmosfera di pace.

Riemergono leggende, ricordi: il vecchio pescatore che ha cessato l'attività, l'inverno passato incredibilmente gelido e l'attesa.

Sempre in Amorgos, c'è il senso magico dell'attesa; bisogna solo saperlo vedere!

Finalmente possiamo sorseggiare il caffè; il vecchietto chiede se va bene, gli rispondo che è il migliore dell'isola e lui sorride, visibilmente compiaciuto.

Mio marito gli dice che anche l'anno passato ci siamo recati ad Arkesini, ma il Kafenion era sbarrato; ci dissero che lui era ricoverato all'Ospedale di Atene.

Makis quasi si scusa della sua assenza, poi chiama la moglie Sofia per informarla della nostra visita dell'anno precedente e i due per un attimo, si commuovono.

Si instaura un forte legame  di empatia tra di noi; prima di uscire li abbracciamo.

Mentre ci avviamo all'auto, risuonano ancora nelle orecchie i loro auguri :"Kalò Kimona! Naste kalà! Buon inverno! Andate verso il bello!" e nel cuore risplende  il kafenion di Makis.

 

                                             © Andreina Arcelloni  13 – 07 – 2017

 

 

IL KAFENION DI MAKIS

 

 

2 pensieri su “IL KAFENION DI MAKIS”

  1. Mantano ringrazia Andreina Arcelloni, autrice del racconto, per il gradito e importante contributo.

    "Il Kafenion di Makìs" restituisce al lettore un momento realistico, umano e simpatico di vita quotidiana, fra tradizioni, storia e arte su uno sfondo di bellissimi scorci naturali e di splendidi contrasti cromatici.   

  2. Sono io a dover ingraziare Mantano per la gentile ospitalità e O Kirios Makìs -il Signor Makìs- per le emozioni che mi ha dato.

    Andreina Arcelloni

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